Come un filo di cotone…

La vita si snoda lieve, pronta a spezzarsi e a ricomporsi in trame imprevedibili

Chiamatemi Gabriele

Vi racconto una storia, vi racconto una vita.
Da capo fabbrica sono diventato titolare di “A&C di Tentella Gabriele”, servizio di lavanderia industriale, e ho portato avanti questa attività, assistendo a ogni cambiamento e a ogni trasformazione che gli anni hanno portato. Questo spazio online è solo l’ultimo capitolo di un’evoluzione costante.

Cominciò tutto nel lontano 1986
Sembra appena ieri: ero alla festa di compleanno della fidanzata di un amico.
Stavo aspettando gli altri del mio gruppo quando vidi in cima ad una salita una ragazza mora, riccia e abbronzatissima. Indossava una camicia a fantasia e scendeva di corsa, salutandomi con un sorriso. Io ero rimasto piantato a terra, totalmente incapace di muovermi mentre la vedevo avvicinarsi. Non capivo come mai pensasse di conoscermi.
All’improvviso, lei arrestò la corsa con un certo grado di goffaggine. La sua espressione cambiò: aveva capito di avermi scambiato per un altro. L’ironia fu che pensava che fossi mio fratello Peppe. Era ovvio che fosse imbarazzata per lo scambio di persona. A quel punto, fui io a sorriderle…

Chi lo avrebbe mai detto nel 1987
Quella ragazza sorridente, allegra e mezza pazza, è diventata mia moglie e sono diventato parte della famiglia Crocetti.
Nella famiglia Crocetti i sogni erano più grandi delle possibilità, ma la determinazione era più forte di qualsiasi limite. Siamo intorno al 1970.

Mia suocera Lena lavorava come commessa nella lavanderia industriale Cossiri, a Civitanova. Al centro della famiglia c’era però Nazzareno, mio suocero.
Nazzareno aveva una disabilità: la poliomielite lo aveva reso zoppo. Eppure non fu mai un limite per lui. Al contrario, sembrava trasformarla in forza. Era zoppo, ma non rallentato. Ogni suo passo portava con sé una forza silenziosa, fatta di muscoli temprati e di un’anima che non conosceva cedimenti. In ogni movimento c’era la prova che il corpo può avere fragilità, ma lo spirito, se è forte, può andare molto più lontano. Mio suocero Nazzareno era un sarto talentuoso, capace di trasformare un semplice pezzo di stoffa in eleganza. Come spesso accade, però, il suo lavoro era poco pagato, nonostante l’impegno e la dedizione. Per questo, insieme a Lena, decisero di inventarsi qualcosa di nuovo: una piccola lavanderia a secco, nata dal nulla, con una lavatrice ad acqua aggiunta quasi per scommessa.

Fu così che Lena iniziò a lavare la biancheria delle prime osterie e trattorie di Civitanova Marche, di cui ricorda ancora i nomi di quei locali che profumano di tradizione: Lo Pennò, Trattoria da Rosetta, Mirrò…

Nel 1985 mio cognato Roberto Crocetti entrò in azienda, portando con sé entusiasmo e carisma.
Aveva un talento naturale: riusciva a trovare clienti ovunque, con una facilità sorprendente. I clienti aumentavano, il lavoro cresceva a tal punto che i sacchi di biancheria sporca riempivano l’intera strada davanti al laboratorio. Una scena oggi impensabile, ma allora del tutto normale. Si lavorava senza sosta, con orgoglio, in un luogo vivo, pieno di macchine in movimento e profumo di pulito.
Fu in quel periodo che Roberto mi chiese di andare a lavorare con loro.

Era un uomo dal sorriso travolgente, capace di illuminare una stanza appena vi entrava. Il suo carisma naturale attirava le persone senza sforzo: parlava con passione, ascoltava con attenzione e sapeva trasmettere fiducia. Era animato da un entusiasmo contagioso e affrontava ogni sfida con energia e ottimismo, come se nulla potesse fermarlo. Allo stesso tempo era cocciuto, determinato fino all’ostinazione: quando si metteva in testa qualcosa, non c’era modo di fargli cambiare idea. Proprio questa combinazione di calore, forza di volontà e passione lo rendeva una presenza impossibile da dimenticare.
Purtroppo se n’è andato troppo presto, nel 1997, a causa della leucemia.
Nel 1988 mi licenziai e iniziai a lavorare stabilmente nella lavanderia Crocetti. Fu un periodo intenso e bellissimo, fatto di sacrifici, ma anche di grandi soddisfazioni. Nel 2004, per preservare gli affetti e non rischiare incomprensioni in famiglia, decisi di lasciare l’azienda dei miei suoceri e di lavorare in altre realtà.

Come un filo di cotone, la vita ci lega a ciò che custodiamo nel cuore. Solo anni dopo ho compreso come Nazzareno e Roberto, giorno dopo giorno, proprio come un filo di cotone, abbiano creato la trama e disegnato il percorso della mia vita.

Nel 2015 ho quindi aperto A&C, un nuovo servizio di biancheria a noleggio.
Da lì è nata la realtà che oggi conoscete: solida, moderna, capace di trasformarsi nel tempo e di dare vita a nuovi progetti, come Crocetti – Storie di Cotone.

E questo è solo l’inizio del nostro viaggio, perché dietro ogni filo di cotone c’è una vita intera da raccontare.

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